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Profondità, traduzione (in notizia) e diventare “fonti”: le sfide nelle PR

pr e media relations

Saper interpretare i flussi di notizie (per comprendere – e adattare – la profondità con cui affrontare un tema), riuscire a tradurre in notizia gli elementi di un’organizzazione che possono avere caratteristiche mediatiche adeguate, allenare la capacità di diventare “fonti autorevoli” (e di mantenere questo ruolo): ecco solo alcune delle sfide presenti (e future) che continueranno a riguardare la sfera delle PR e delle Media Relations.

Cambieranno gli strumenti, cambieranno i contesti, cambieranno gli attori in gioco, si modificheranno le aspettative e le domande, ma ci saranno sempre dei fattori e delle competenze che dovranno essere esercitate.

Vediamo tre punti da tenere in considerazione durante la realizzazione di ogni strategia di PR.

PROFONDITÀ

Ci sono vari livelli di profondità che è fondamentale raggiungere per riuscire ad attirare l’attenzione dei media per un periodo lungo. Il livello di profondità del comunicato stampa che prepariamo dipende anche dal contesto attuale, dal terreno mediatico in cui ci muoviamo, da quanto l’industria è matura a livello di azioni di PR.

Ad esempio, nel 2012, parlare dell’innovazione di una startup – dal punto di vista mediatico – poteva essere sufficiente per ottenere l’attenzione dei media. Oggi non è più così. Saper raccontare l’innovazione di una startup, nella sua complessità, attraverso le PR, con il fine di ottenere pubblicazioni rilevanti (e organiche), richiede un livello di profondità, di conoscenza, di padronanza del tema e di approfondimento nettamente maggiori.

Non solo. Sei mesi fa costruire un comunicato stampa focalizzato sull’ingresso nel mercato di un’azienda che ha come cuore della propria attività il metaverso richiedeva una progettazione con dettagli minori rispetto ad oggi. Forse meno tecnicismi, forse un livello di spessore meno importante.

Quando il flusso di notizie diventa più consistente e saturo, per emergere mediaticamente è fondamentale abbracciare l’approfondimento e la ricerca della “traduzione in notizia” di un determinato prodotto, servizio, progetto, fenomeno.

TRADUZIONE IN NOTIZIA

Per aderire a un’efficace “traduzione in notizia” può essere utile scomporre ciò che vogliamo raccontare in diversi volti e analizzarli per capire dove (e se) risiede la presenza di ingredienti capaci di attirare l’attenzione dei media.

Un’azienda, infatti, non è solo il proprio prodotto o servizio. Se ci fermassimo qui, rischieremmo di poter sviluppare soltanto una strategia di breve periodo.

Tradurre in notizia a volte può significare semplicemente creare una narrazione attorno a dei dati. Qualora volessimo comunicare la crescita di un’azienda, non potremmo scrivere solamente: “X cresce“, ma dovremmo specificare, ad esempio, la percentuale di crescita, i nuovi obiettivi collegati a questo evento e portare alla luce altri elementi direttamente collegabili a ciò che è successo.

Tradurre in notizia corrisponde quindi alla capacità di parlare lo stesso linguaggio dei giornalisti e rispondere alle loro esigenze di informazione, adattandosi alle loro richieste.

IL RUOLO DI FONTE

Le organizzazioni e, in particolare, manager e imprenditori, sempre di più possono indossare l’abito di fonti autorevoli, presentando punti di vista nuovi, credibili, e opinioni supportate da dati.

Il ruolo di fonte, in ogni caso, non viene concesso dai giornalisti e dai media con facilità, ma deve essere “guadagnato”, attraverso risultati aziendali e professionali, e dimostrando una predisposizione alla collaborazione. Con il termine “collaborazione”, in questo caso specifico, intendiamo un’attitudine di stampo informativo, ovvero sapersi mettere al servizio delle richieste del giornalista, senza focalizzarsi sulla “promozione” della propria figura o della propria realtà aziendale.

Ad esempio, qualora un giornalista dovesse richiedere a un HR Manager di commentare un fenomeno nascente nell’ambito del welfare aziendale, quel professionista dovrebbe distaccarsi dal concetto di “utilizzare” quell’opportunità per rendere in qualche modo più visibile la propria organizzazione, ma dovrebbe focalizzarsi con incisività sull’esprimere la propria opinione a riguardo, cercando di sposare un approccio informativo. E se quell’opinione dovesse essere inserita nel contesto di un articolo di scenario, dove compaiono più voci (magari di aziende considerate competitor), il valore sarebbe comunque di livello elevato.

Sono molti altri i fattori che entrano in campo quando costruiamo un’attività di PR, ma la profondità, la traduzione (in notizia) e il concetto di “fonte” rappresentano dei punti chiave che rimarranno sempre insostituibili.


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