Case Study

CASE STUDY (C’è Da Fare ETS): comunicare un’associazione non profit e le sue iniziative

Cliente: C'è da fare Anno: 2025 Durata: 6 mesi

IL CLIENTE

C’è Da Fare ETS (https://cedafare.org) è l’associazione non profit fondata nel 2023 da Paolo Kessisoglu e Silvia Rocchi con l’obiettivo di supportare ragazzi e ragazze dai 12 ai 19 anni in difficoltà psicologica e psichiatrica. L’organizzazione nasce con uno scopo chiaro: integrare l’assistenza sanitaria nazionale attraverso percorsi ad hoc per adolescenti e le relative famiglie, contribuendo anche al superamento dello stigma che purtroppo ancora circonda la salute mentale.

Il disagio psichico adolescenziale è a tutti gli effetti un’emergenza, ma il sistema sanitario italiano spesso fatica a garantire risposte tempestive per via di liste d’attesa troppo lunghe, reparti non sempre adeguati e carenza di competenze specialistiche per l’età adolescenziale. I progetti di C’è Da Fare puntano a colmare questo vuoto, promuovendo anche solidarietà e sensibilizzazione sul tema.

Tra i progetti principali della non profit spicca “C’è Da Fare Safe Teen”: un protocollo di assistenza ambulatoriale multidisciplinare sviluppato insieme all’Ospedale Niguarda di Milano che fornisce assistenza ad adolescenti in condizioni di grave disagio, poi esportato anche al di fuori della Lombardia – all’Ospedale Bambino Gesù di Roma e nel Bellunese – e in attesa di essere attivato in sempre più regioni italiane. 

Per finanziare i propri progetti, l’associazione organizza eventi sportivi, culturali e ricreativi investendo ogni euro raccolto nelle strutture sanitarie coinvolte e nelle iniziative territoriali di C’è Da Fare.

Da agosto a novembre 2025 si è tenuta la tournée “C’è da Ridere”, la prima rassegna teatrale italiana dedicata alla salute mentale, che ha attinto alla comicità come strumento per affrontare temi complessi – diversità, disabilità, rapporto genitori-figli, vita e morte – e ha trasformato così la risata in un momento di confronto e consapevolezza. Ideato da Paolo Kessisoglu, il tour ha portato in diverse città italiane (Marina di Pietrasanta, Novara, Roma, Milano, Genova e Varese) rinomati comici e musicisti italiani tra cui: Luca Ravenna, i Panpers, Antonio Ornano, Ippolita Baldini, Eleazaro Rossi, Alice Mangione, Raphael Gualazzi, Boosta, lamollie, Chiara Galiazzo. E sono saliti sul palco anche professionisti della salute mentale per dialogare con il pubblico su questo tema così importante. La nostra attività di ufficio stampa si è concentrata principalmente proprio su questo tour.

GLI OBIETTIVI DELLA COLLABORAZIONE

L’attività di PR per l’associazione non profit è stata progettata per raggiungere diversi obiettivi. 

Innanzitutto, favorire la conoscenza dei vari spettacoli per un’ampia audience e supportare la vendita dei biglietti, aumentando di conseguenza anche la visibilità di C’è Da Fare in qualità di realtà impegnata nell’aiuto di giovani e genitori in difficoltà, e rafforzando la consapevolezza riguardo i suoi vari progetti – come “C’è Da Fare Safe Teen” – a cui sono stati destinati i fondi raccolti a ogni tappa del tour teatrale. 

In questo modo, ciascuno spettacolo è divenuto melting pot tra attività di fundraising e di advocacy e, attraverso i media locali, ha contribuito a combattere i pregiudizi relativi alla salute mentale giovanile.Quest’ultimo obiettivo è stato oggetto di un’ulteriore comunicazione relativa alla campagna sociale televisiva di C’è Da Fare, supportata dall’ente filantropico Mediafriends e andata in onda sulle reti Mediaset a fine agosto: uno spot di sensibilizzazione sulla salute mentale e promozione di una cultura della prevenzione e dell’ascolto.

La collaborazione, inoltre, ha visto il nostro supporto nel predisporre una conferenza stampa in cui è stato annunciato un nuovo progetto della non profit insieme all’Ospedale Pediatrico Gaslini di Genova e alla Fondazione Gaslininsieme: “C’è Da Fare in Liguria”, pensato per portare assistenza psicologica e neuropsichiatrica agli adolescenti delle aree più periferiche della regione dove l’accesso agli spazi di cura è più complicato.Durante la conferenza è stata formalizzata la donazione da parte di “C’è Da Fare” di oltre 70mila euro al Gaslini. Il progetto è stato in seguito raccontato in un comunicato stampa dedicato, inviato alla stampa ligure per diffondere sul territorio la notizia della nobile iniziativa.

LA STRATEGIA DI PR & MEDIA RELATIONS

Il team ha costruito una strategia articolata su tre livelli, integrando una comunicazione di impronta culturale, sociale e territoriale:

1. Comunicazione nazionale del tour e della mission dell’associazione

Come primo step, abbiamo redatto un comunicato pensato per la stampa nazionale che raccontasse la tournée nel suo insieme, posizionando “C’è da Ridere” come il primo spettacolo teatrale in Italia interamente dedicato alla salute mentale. In questo contesto abbiamo potuto anche raccontare l’associazione, i suoi obiettivi e il suo impegno concreto negli anni nel sostegno degli adolescenti.

2. PR locali per ogni tappa del tour

Abbiamo impostato una roadmap che, mese per mese, ha permesso di organizzarci tempestivamente per la scrittura dei comunicati stampa locali e l’invio alle testate delle varie regioni, lasciando così alle redazioni il tempo di elaborare la notizia e pubblicarla per avvisare il loro pubblico dell’iniziativa.

Oltre alla scrittura di comunicati stampa dedicati per ciascuna città e teatro, abbiamo costruito media list per ogni tappa attraverso una ricerca capillare di giornalisti locali e testate in target (cartacei, online, radio, TV) che si occupano di spettacoli, eventi, volontariato. In questo modo è stato possibile procedere con un’attività di pitching dedicato sia per inviare i comunicati stampa, che per delle proposte di intervista ai founders Paolo Kessisoglu e Silvia Rocchi. In vista degli spettacoli abbiamo inoltre supportato l’associazione con inviti stampa e accrediti.Infine, dopo ciascuno spettacolo, abbiamo condiviso con la stampa locale anche il materiale video e foto dell’evento.

3. Comunicazione parallela al tour di altre iniziative di C’è Da Fare

Le interviste organizzate e triangolate non si sono limitate a trattare del tour, ma sono state occasione per parlare della condizione dei giovani italiani in difficoltà psicologica e psichiatrica e dei vari progetti che l’associazione ha ideato in risposta all’emergenza.

È stato redatto un comunicato stampa per lo spot sociale di sensibilizzazione sulla salute mentale giovanile trasmesso ad agosto sulle reti Mediaset, inviato a un target di testate di marketing e comunicazione per raggiungere un pubblico ancora più ampio.

In occasione della tappa genovese al Politeama e dell’avvio del nuovo progetto “C’è Da Fare in Liguria” ci siamo occupate del coordinamento dei vari uffici stampa (di ospedale, fondazione, e teatro) per l’organizzazione della conferenza stampa in cui è stato annunciato per la prima il progetto ed è avvenuta la donazione.

Terminato il tour e con l’avvicinamento del periodo delle festività natalizie, l’attività di ufficio stampa è continuata attraverso una ricerca di testate e giornalisti che in passato hanno scritto di regali di Natale solidali, contattandoli per suggerire di inserire negli articoli di quest’anno l’opportunità di sostenere C’è Da Fare come regalo speciale per i nostri cari.

I RISULTATI

La strategia integrata tra comunicazione sociale, culturale e territoriale ha generato un ecosistema mediatico ampio e articolato, con coperture su carta stampata, online, TV, radio e portali di eventi, sia nazionali sia locali.

Tra agosto e novembre 2025 sono state ottenute 285 uscite stampa, di cui 66 Tier 1, includendo servizi TV e radio, interviste ai fondatori, coverage delle singole tappe del tour, del nuovo progetto ligure e dello spot televisivo.

Seguono alcune tra le migliori pubblicazioni ottenute:


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